Come un funambolo del disegno Frabboni ci mostra il suo procedere e ci svela insieme il suo mistero: lo stupore e la sua stessa meraviglia, quello che non si vede ma c’è ed è reale come quello che cade sotto i nostri occhi. Tutto ciò che Frabboni immagina è reale. Quello che ci prefigura è infatti il suo particolare mondo simbolico come ognuno di noi possiede il proprio. Chi è artista vero lo sa svelare e soprattutto vive del suo svelamento come di una necessità vitale come del respiro. Il mondo del disegno e dell’immagine di Frabboni compie una magia, la magia dell’arte. Un’arte così aderente alla vita e al quotidiano, essenziale e semplice da un lato, che in realtà porta dentro di sé il contrario, l’immaginario e la complessità. Del suo lavoro quello che stupisce e ce lo fa grandemente apprezzare è proprio la naturalezza, quasi, assumendo un termine, nella memoria dell’arte passata, quella che veniva chiamata la “sprezzatura”: una facilità scorrevole con cui costruisce e sa rivelare l’ordinario e lo straordinario, il consueto e ciò che stupisce, accostando temi semplici a temi importanti, il contingente, il biografico individuale e l’appartenente all’universalità dell’esistenza comune.
