Come ogni anno nuove iniziative musicali riempiranno e allieteranno l’estate allo Studiottantuno, proponendo una serie di eventi che invitano a esplorare la materialità del suono, degli strumenti musicali e della loro gestualità fra strumenti a fiato e a corde pizzicate. Come si raggiunge il suono-nota nello strumento e viceversa l’improvvisazione dentro la struttura musicale, performa il loro approccio agli strumenti cercando di far uscire dagli stessi, analoghi ma insieme diversi per tonalità, tutte le loro intrinseche potenzialità. La logica di scoperta basata sul gesto di “pizzicare” le corde accomuna invece le tre performance proposte per la seconda edizione della mini-rassegna di musica sperimentale curata dal compositore Maurizio Azzan, professore di composizione del Conservatorio “L. Campiani” di Mantova. Nel corso dei tre eventi si alterneranno infatti altrettanti giovani musicisti dal percorso artistico molto diverso.
Il terzo evento sarà il concerto al tar di Alireza Gholamianoghani il 06 giugno. In ciascun concerto verranno presentate pagine recentissime, alcune delle quali in prima esecuzione assoluta. Dice Azzan: “Il filo conduttore scelto per quest’anno sono alcuni strumenti a corde pizzicate che, attraverso tre diverse declinazioni (l’arpa, il tar e un’estensione elettroacustica dello zither) mostrano come tre tradizioni strumentali tra le più antiche al mondo, dal mediterraneo ellenistico, alla Persia, alla Mitteleuropa, hanno sviluppato modi molto diversi di approcciare il timbro fino a trovare un punto di contatto nelle prassi più sperimentali contemporanee, dove lo strumento e il gesto tornano ad essere materia pura”.
Alireza Gholamianoghani , nato nel 1999, ha iniziato a studiare musica nel 2008 attraverso il Tar, strumento tradizionale iraniano. È stato finalista alla 9ª, 11ª e 13ª edizione del National Festival of Youth Music, ottenendo il terzo premio nell’11ª edizione. Nel 2018 è stato ammesso all’Università di Teheran (Facoltà di Belle Arti) per studiare Esecuzione di Musica Iraniana, dove ha approfondito il repertorio tradizionale studiando al contempo composizione con rinomati compositori contemporanei iraniani. Partendo dal suo background nella musica iraniana, integra le sue sonorità e i suoi principi estetici in un linguaggio contemporaneo personale, con particolare attenzione al timbro e all’esplorazione del suono. Le sue opere sono state eseguite a livello internazionale, tra cui all’Unerhörte Musik di Berlino, dal JACK Quartet e dall’Ensemble Modern alla Ticino Academy. Attualmente sta conseguendo il Diploma Accademico di II livello in Composizione presso il Conservatorio di Mantova, dove studia con Maurizio Azzan.

