Massimo Pisani – Notizie

Saranno presentati sabato 5 settembre alle ore 18,00 allo Studiottantuno Contemporary Art Projects i video di Massimo Pisani realizzati nel 2025/2026 e alcune opere precedenti che sono ad essi collegate. I video imprimono al lavoro di Pisani una progressiva apertura rispetto ad una dimensione antecedente che poteva dirsi più chiusa in una sua autosufficiente concettualità. Il segno del viaggio come dice il titolo esplicito di un suo lavoro “Libro di Viaggio”, nel senso della condizione di un’erranza senza meta e come scoperta di ciò che non è prevedibile e conosciuto, appare potersi riferire per traslato all’arte stessa su tre cardini di analisi fondamentali: tempo, spazio e comunicazione come humus dove si determinano le svolte e i cambiamenti di prospettiva. Ad esempio, il concetto di tempo dell’opera è ben espresso nel video “Da dove” ove emerge una continuità circolare del tempo nell’arte che rende coincidenti inizio e fine. Facendo riferimento poi al senso del luogo in arte, nel video “Transiti esitanti” l’opera denominata “Compressore di vuoto”, in cui una parola nega l’altra come una dichiarazione di impossibilità, diventa il fulcro di una performance come se contesti spaziali diversi di collocazione presentassero di fatto il suo “vuoto” cioè la irraggiungibile distanza, la inafferrabilità estraniante della sua contraddizione. Nel video denominato “Libro di viaggio” invece si mette in gioco un ulteriore fattore preminente quello della comunicazione. Di essa si fa tramite la fotografia con la sua componente visiva che innesca il sistema narrante dei testi di Pisani, una sorta di automatismo psichico che non rimane tale ma viene corretto, filtrato, come distillato nel tempo a prefigurare una possibile utopia di connessione tra arte e vita. Punto determinante di crocevia aperto verso nuove possibilità comunicative sembra aver raggiunto il recente video Slittamenti del 2026. In esso, infatti, l’artista fa scorrere frasi, aforismi, titoli, usati in precedenti lavori come nuclei concettuali, piattaforme filosofico – sentenziali che spesso reggevano la concretezza oggettuale dell’opera. Questa smaterializzazione produce una purezza concettuale originaria, che si fonda sulla parola come discorso, ma portando in primo piano la comunicazione di una scrittura verbale su un punto critico di sospensione che richiede sempre una scelta, una soluzione finale. A questo proposito ci si può riferire anche a tutti quei sistemi di linguaggio codificato che Pisani aveva già sperimentato mettendoli a confronto, mescolando e sovrapponendo parole e segni sul limite della comunicabilità o dando origine a scritture criptiche che annullavano il senso a favore di valenze puramente grafico-visive. Così avviene nei “Sistemi perimetrali” del 2018 e in “Codice docile” del 2003. La componente strutturale del movimento nei video di Pisani diventa invece intrinsecamente nuova forma dell’opera prefigurando così anche un suo nuovo promettente “viaggio” nell’arte.



Massimo Pisani, nato a S. Martino dall’Argine (MN) durante gli studi superiori all’Istituto Statale d’Arte di Mantova, si forma artisticamente con il docente Carlo Bonfà, suo mentore ed amico, nel clima dell’Arte Povera e Concettuale della seconda avanguardia del 900.  Nel 1990 fonda il centro culturale Cül dal Sac Produzioni con sede in un ex cinema a S. Martino dall’Argine, organizzando dibattiti, mostre d’arte contemporanea, concerti, ecc. Tra il 1996 e il 1997 è stato direttore artistico del centro Arte Casbah di Pegognaga (MN). Dal 1997, trasferitosi in Spagna, vive ed opera ad Alicante. Nel contesto artistico spagnolo partecipa a mostre ed eventi d’arte contemporanea ricevendo apprezzamento e riconoscimenti. Di recente, la vasta mostra personale DATA, tenutasi all’Università di Alicante, ha confermato il suo valore di artista internazionale.


Per informazioni: manuela.zanelli@studiottantuno.eu